Carlo Ludovico Ragghianti (Lucca 1910-Firenze 1987), allievo a Pisa della Scuola Normale si laureò nel 1932 con Matteo Marangoni. La sua attività scientifica è strettamente intrecciata con l’impegno civile. Antifascista fu incarcerato (1940, 1942); partigiano, fu comandante delle formazioni di Giustizia e Libertà per la Toscana.
Nel 1935 fondò la rivista Critica d’Arte che diresse sino al 1987 e la rivista Selearte (1952-1965).
Come studioso si è occupato della lettura delle opere d’arte attraverso la ricostruzione dei momenti del ‘fare’ dell’artista. Da Mondrian a Brunelleschi, dalla pittura del ‘200 a Michelangelo, dall’arte fiamminga allo spettacolo e al cinema.
Assistente di ruolo fu allontanato per non aver voluto giurare fedeltà al regime fascista; è stato professore di storia dell’arte all’Università di Pisa sino al 1972, quando si dimise per protesta contro il malgoverno della Università.
Il ‘critofilm’ è stato, per Carlo Ludovico Ragghianti, il modo di fare critica d’arte con lo strumento cinematografico che gli ha consentito di visualizzare i percorsi visivi e di ricostruire il processo di formazione delle opere.
Il Michelangelo è l’ultimo di una lunga serie. Fu eseguito nel 1964 in occasione delle onoranze per l’artista toscano. Il
lungometraggio ricostruisce, con immagini di assoluta novità, i tracciati visivi e l’organizzazione degli spazi, dalla Sistina alle Tombe Medicee ed oggi è di proprietà della ‘Fondazione Ragghianti’ di Lucca.